Cloruro di sodio, cosa è e a cosa serve

Il cloruro di sodio è il componente principale del sale da cucina che portiamo in tavola. Questa sostanza è presente in natura, soprattutto disciolta nelle acque del mare, ma si trova anche in forma solida. In questo caso, viene chiamato “salgemma” e viene estratto dalle miniere.

Il cloruro di sodio è quello che si deposita sul fondo delle saline e viene sottoposto a raffinazione. Con questo processo, infatti, vengono eliminati tutti i componenti salini che sono diversi dal sodio cloruro.

Il cloruro di sodio è una sostanza essenziale per il funzionamento dell’organismo umano, dal momento che regola anche la trasmissione dei segnali motori e sensoriali e, infatti, in ambito medico viene impiegata la soluzione “fisiologica”, acqua con l’aggiunta dello 0,9% di cloruro di sodio, utilizzata solitamente per evitare la disidratazione.

Nei casi più gravi, ad esempio se si ha un paziente che soffre di un’eccessiva privazione di sali, viene impiegata anche una soluzione fisiologica con una percentuale maggiore di cloruro di sodio (3% o 5%).

La soluzione fisiologica a base di cloruro di sodio viene utilizzata in tutti i casi in cui è presente la disidratazione, dopo digiuni prolungati, per malattie, febbre alta, ustioni o in seguito ad interventi chirurgici.

Le soluzioni a base di cloruro di sodio sono impiegate anche per la detersione di ferite o di pelle e mucose che presentano lesioni.

Inoltre, le soluzioni fisiologiche vengono spesso utilizzate per veicolare altri farmaci che devono essere somministrati al paziente per via endovenosa.

Il sodio cloruro è un farmaco generico, che può essere utilizzato fino a tre anni, se conservato correttamente.