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Denis Verdini si è dimesso da presidente del Credito Cooperativo Fiorentino
 
  Denis Verdini si è dimesso oggi da presidente del Credito Cooperativo Fiorentino
     
I principali siti di informazione hanno lanciato la notizia poco dopo le 10: Denis Verdini si è dimesso da presidente del Credito Cooperativo Fiorentino. Una decisione illustrata - e motivata - in una lunga lettera inviata al consiglio di amministrazione della banca. Questo il passaggio principale: "In questi mesi si è abbattuta sulla mia persona e, indirettamente, sul CCF una tempesta mediatica e giudiziaria di ampie proporzioni, resa più eclatante dal ruolo politico che rivesto. Sono assolutamente certo di poter dimostrare la mia estraneità da ogni illecito che mi viene addebitato. Tuttavia devo prendere atto che la rilevanza assunta dai fatti che mi vengono imputati - rilevanza che va ben al di là del merito dei problemi - rischia di gettare un'ombra sulla banca. In questi venti anni il CCF ha conosciuto una grande crescita che nessuna tempesta mediatica o giudiziaria potrà cancellare. Proprio per questo non posso assistere passivamente ai tentativi di coinvolgere la banca in vicende che potebbero danneggiarla: per questo motivo, con enorme rammarico, ho asssunto la decisione di dimettermi irrevocabilmernte dalla carica di presidente e di membro del cda del CCF". (m5)
 
     
 
 
 
 
 

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Da:Ornella De Zordo sulla Tav


Da anni la Regione Toscana sbandiera l'obiettivo dei 500mila pendolari toscani sui treni, da raggiungere grazie anche al futuro sottoattraversamento dell'Alta Velocità di Firenze, che libererebbe i binari di superficie per i treni regionali. Secondo l’ex assessore Riccardo Conti, il tunnel avrebbe permesso di raddoppiare il numero dei pendolari toscani che usano il treno. In realtà, lo stesso risultato si otterrebbe aggiungendo alcuni tratti di binari per il passaggio in superficie della Tav. Ma è stata inutile finora ogni dimostrazione anche tecnica della possibilità di utilizzare i binari di superficie sia per l’alta velocità che per treni regionali. Ieri però, in occasione di un seminario sulla mobilità fiorentina svoltosi alla Facoltà di Architettura, ci è toccato di sentire per bocca di un dirigente della stessa Regione che 500.000 non è il numero dei passeggeri ma dei viaggi! Ovvero la metà circa di passeggeri, più o meno lo stesso numero di quelli forniti oggi di questo (dis)servizio. Un malinteso o un cambiamento tecnico dell'obiettivo? Sarà bene chiarire al più presto questo aspetto. Lo faccia il nuovo presidente Rossi o, per lui, il neo assessore Ceccobao, dicendo una parola definitiva sull'obiettivo della Regione e soprattutto i modi per raggiungerlo (quanti treni, corse e fermate in più servirebbero per l'area fiorentina?). E, nell’occasione, vengano anche a spiegarci perché non hanno mai voluto prendere in considerazione il passaggio Tav in superficie, e la sua provata compatibilità con i binari dedicati ai treni per pendolari. Non vorremmo trovarci alla fine con le casse vuote e il territorio devastato da una scelta ambientalmente disastrosa, e per giunta con il solito penoso servizio per i pendolari. Come dire, il danno e la beffa.
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