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Riprendono i lavori alla Casaccia: l'asilo nido pronto entro gennaio
 
Sono ripartiti in questi giorni i lavori al cantiere che vedrà sorgere, nei pressi del Parco Urbano di Montespertoli, il nuovo asilo nido de “La Casaccia”. Lo stop forzato risaliva al settembre 2009 quando, in maniera del tutto improvvisa, unilaterale e non autorizzata, la ditta appaltatrice interruppe i lavori. Una scelta dovuta al fatto che la stessa impresa finì in liquidazione. Dopo le costanti sollecitazioni provenienti dall'amministrazione, la situazione si è finalmente sbloccata. “La Ge.Co. Italia spa di Genova ha preso in affitto il ramo d'azienda dell'impresa finita in liquidazione – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Matteo Fiorentini - e saranno quindi loro a portare a termine i lavori, salvo imprevisti, entro gennaio 2011. Dal punto di vista strutturale i lavori sono quasi completati, mancano a questo punto l'impiantistica, gli arredi, gli infissi, le finiture e l'armatura delle pareti. Siamo soddisfatti, perché la marcia dei lavori è ripartita in maniera spedita e contiamo in una tempistica relativamente breve. Intravediamo la luce in fondo ad un tunnel che avevamo imboccato per cause assolutamente non dipendenti dalla nostra volontà. Adesso l'importante è che venga completata in maniera accurata un'opera così fondamentale, bella e funzionale”. (Leonardo Landi - Ufficio Stampa)
     
     
 
 
 
 
 

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BARBERINO VAL D'ELSA
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Da:Ornella De Zordo sulla Tav


Da anni la Regione Toscana sbandiera l'obiettivo dei 500mila pendolari toscani sui treni, da raggiungere grazie anche al futuro sottoattraversamento dell'Alta Velocità di Firenze, che libererebbe i binari di superficie per i treni regionali. Secondo l’ex assessore Riccardo Conti, il tunnel avrebbe permesso di raddoppiare il numero dei pendolari toscani che usano il treno. In realtà, lo stesso risultato si otterrebbe aggiungendo alcuni tratti di binari per il passaggio in superficie della Tav. Ma è stata inutile finora ogni dimostrazione anche tecnica della possibilità di utilizzare i binari di superficie sia per l’alta velocità che per treni regionali. Ieri però, in occasione di un seminario sulla mobilità fiorentina svoltosi alla Facoltà di Architettura, ci è toccato di sentire per bocca di un dirigente della stessa Regione che 500.000 non è il numero dei passeggeri ma dei viaggi! Ovvero la metà circa di passeggeri, più o meno lo stesso numero di quelli forniti oggi di questo (dis)servizio. Un malinteso o un cambiamento tecnico dell'obiettivo? Sarà bene chiarire al più presto questo aspetto. Lo faccia il nuovo presidente Rossi o, per lui, il neo assessore Ceccobao, dicendo una parola definitiva sull'obiettivo della Regione e soprattutto i modi per raggiungerlo (quanti treni, corse e fermate in più servirebbero per l'area fiorentina?). E, nell’occasione, vengano anche a spiegarci perché non hanno mai voluto prendere in considerazione il passaggio Tav in superficie, e la sua provata compatibilità con i binari dedicati ai treni per pendolari. Non vorremmo trovarci alla fine con le casse vuote e il territorio devastato da una scelta ambientalmente disastrosa, e per giunta con il solito penoso servizio per i pendolari. Come dire, il danno e la beffa.
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