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Dpef 2011: un’occasione per la Toscana
 
Gli indirizzi di programmazione economica e finanziaria della Toscana, le scelte strategiche da adottare per il rilancio e incentivare lo sviluppo, tengono banco in Consiglio regionale. Il Dpef 2011 sta transitando in tutte le commissioni per il parere secondario che a norma di regolamento deve essere espresso prima di quello referente la commissione titolare, nello specifico la Prima, Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi (Idv). In commissione Ambiente e territorio presieduta da Vincenzo Ceccarelli (Pd), il Dpef 2011 ha riscosso il parere favorevole della maggioranza che ha approvato un documento di accompagnamento contenente alcuni suggerimenti da inserire nel dispositivo di approvazione e un emendamento puntuale al testo. Non ha partecipato al voto l’opposizione che per bocca del vicepresidente la commissione Ambiente Andrea Agresti (PdL) ha lasciato intendere la posizione della coalizione di minoranza. Posizione peraltro annunciata lo scorso 15 luglio in una lettera inviata direttamente a Ceccarelli e in cui si sottolineava come in occasione del tavolo di concertazione generale sul Documento di programmazione del 21 giugno scorso, “gli atti di indirizzo della PdL, presentati nella seduta d’Aula del 9 giugno, non sono stati sufficientemente presentati alle parti sociali ed istituzionali”. Nelle corde del ragionamento di Agresti, un “vizio di forma”, una “violazione dello Statuto e del regolamento consiliare” e una “illegittimità palese del procedimento di approvazione che toglie significato all’intero processo”. Da qui la decisione di “non partecipare al voto” confermata anche dopo la risposta del presidente Ceccarelli: “La questione sollevata dall’opposizione è stata superata con un tavolo di concertazione svoltosi lunedì scorso (19 luglio ndr). Una procedura che l’ufficio legale ha ritenuto accettabile e che non inficia la legittimità del procedimento”. “Il Dpef 2011 – ha aggiunto Ceccarelli – costituisce un tentativo serio di dare risposte per arginare la grave crisi economica. È inoltre un’occasione per incentivare lo sviluppo della nostra regione”. Rispetto alla prima stesura, il presidente ha giudicato “positive” le modifiche apportate dall’Esecutivo che “formalizzano una revisione e perfezionamento della legge 1/2005” (Norme per il governo del territorio), suggerendo in un emendamento la “necessità di dare supporto ai Comuni nell’iter di pianificazione”. Nel merito dei suggerimenti che la commissione Ambiente ha ritenuto opportuno inviare alla competente commissione, il tema dell’energia da fonti rinnovabili. Settore che deve essere promosso in termini di “efficienza e incremento di produzione” ma attorno al quale “sono necessarie politiche per la riduzione dei consumi, incentivando la filiera corta” ha evidenziato Monica Sgherri (Fed-Sin/Verdi). “In tema energetico non abbiamo completato l’iter, mancano i regolamenti attuativi”, da qui il suggerimento della consigliera a “dotarsi della strumentazione legislativa necessaria”. Sempre in campo energetico, il documento della commissione spinge per il “perseguimento dell’autosufficienza” nell’edilizia privata “ma soprattutto e a maggior ragione in edifici ad uso pubblico”. Per quanto attiene alle revisioni che dovranno essere fatte sulla legge 1/2005 relativamente al rapporto che intercorre tra piani strutturali e regolamenti urbanistici, si suggerisce lo “snellimento delle procedure e l’accorciamento dei tempi di pianificazione”. Il contributo ad una “buona qualità della pianificazione comunale” deve essere ispirato ad un “prudente e contenuto uso del suolo e delle risorse essenziali”. A questo si aggiunge anche la necessità di avere una disciplina territoriale sulla localizzazione degli impianti di energia rinnovabile. Disciplina ritenuta fondamentale da Marta Gazzarri (Idv) anche per costruire una “visione diversa su qualità dell’aria e sostenibilità ambientale”. A marcare un “giudizio positivo convinto” al Dpef 2011, il segretario della commissione Giovanni Ardelio Pellegrinotti (Pd), secondo il quale “indirizzi e punti contenuti offrono opportunità enormi”. Scelte strategiche che per il presidente Ceccarelli dovranno essere “approfondite nel corso della discussione sul Piano regionale di sviluppo”. (M8)
     
     
 
 
 
 
 

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BARBERINO VAL D'ELSA
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Da:Ornella De Zordo sulla Tav


Da anni la Regione Toscana sbandiera l'obiettivo dei 500mila pendolari toscani sui treni, da raggiungere grazie anche al futuro sottoattraversamento dell'Alta Velocità di Firenze, che libererebbe i binari di superficie per i treni regionali. Secondo l’ex assessore Riccardo Conti, il tunnel avrebbe permesso di raddoppiare il numero dei pendolari toscani che usano il treno. In realtà, lo stesso risultato si otterrebbe aggiungendo alcuni tratti di binari per il passaggio in superficie della Tav. Ma è stata inutile finora ogni dimostrazione anche tecnica della possibilità di utilizzare i binari di superficie sia per l’alta velocità che per treni regionali. Ieri però, in occasione di un seminario sulla mobilità fiorentina svoltosi alla Facoltà di Architettura, ci è toccato di sentire per bocca di un dirigente della stessa Regione che 500.000 non è il numero dei passeggeri ma dei viaggi! Ovvero la metà circa di passeggeri, più o meno lo stesso numero di quelli forniti oggi di questo (dis)servizio. Un malinteso o un cambiamento tecnico dell'obiettivo? Sarà bene chiarire al più presto questo aspetto. Lo faccia il nuovo presidente Rossi o, per lui, il neo assessore Ceccobao, dicendo una parola definitiva sull'obiettivo della Regione e soprattutto i modi per raggiungerlo (quanti treni, corse e fermate in più servirebbero per l'area fiorentina?). E, nell’occasione, vengano anche a spiegarci perché non hanno mai voluto prendere in considerazione il passaggio Tav in superficie, e la sua provata compatibilità con i binari dedicati ai treni per pendolari. Non vorremmo trovarci alla fine con le casse vuote e il territorio devastato da una scelta ambientalmente disastrosa, e per giunta con il solito penoso servizio per i pendolari. Come dire, il danno e la beffa.
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